Titolo: Ripresa corsi IFTS

Data: 27/07/2010



Commento
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I corsi IFTS sono in vacanza.
Le attività relative a:
Tecnico Superiore per l'Analisi Energetica dei Processi Produttivi
Tecnico Superiore per lo Sviluppo Energetico del Territorio 
riprenderanno come da calendario il giorno 1 settembre 2010

Titolo: Tecnico Superiore per lo sviluppo energetico del territorio

Data: 13/01/2010



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Sono aperte le iscrizioni ai corsi che verranno attivati dal 03 maggio2010.

 
Durata:
480 ore di lezione frontale, 320 ore in stage aziendale 
 
Periodo:
maggio 2010 - marzo 2011
 
 
Per informazioni e contatti:
 
Direttore Polo Formativo del VCO 
 
Prof. Daniele Fuselli
Tel. 0323 401563
Cell. 333 8163924
daniele.fuselli@poloformativovco.it
Tecnico per le infrastrutture Tecnologiche 
 
Pier Luigi Tedeschi 
Tel. 0323 401563
Cell. 340 8022710
pierluigi.tedeschi@poloformativovco.it

Titolo: Tecnico superiore per lo sviluppo software

Data: 13/01/2010



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Il corso intende sviluppare le competenze per formare la figura di tecnico superiore per lo sviluppo software specialista in “Analisi e progettazione di applicazioni web based”.

 
Il corso viene erogato in contemporanea con le province di Torino, Verbania e Cuneo.
 
Le sedi del corso sono:
- ITIS Pininfarina di Moncalieri (sede principale e capofila del polo ICT)
- IIS Cobianchi di Verbania
- IIS Vallauri di Fossano.
 
Gli allievi potranno seguire le lezioni in contemporanea da ogni sede utilizzando un’aula informatizzata e una piattaforma di e-learning che permette di fruire delle più avanzate tecniche per corsi di formazione a distanza.
 
In ogni sede è prevista la presenza del docente o di un tutor.
 
La presenza degli allievi nella sede principale è prevista soltanto per le prove finali del corso.
 
Il corso avrà una durata complessiva di 800 ore così distribuite:
- Unità formative 544 ore
- Attività di stage presso aziende partner 240 ore
- Prova finale: 16 ore
 
Orario delle lezioni:
dal lunedì al venerdì
dalle ore 17.30 alle 21:30.
 
 
 
Per informazioni e contatti:
 
Direttore Polo Formativo del VCO 
 
Prof. Daniele Fuselli
Tel. 0323 401563
Cell. 333 8163924
daniele.fuselli@poloformativovco.it
Tecnico per le infrastrutture Tecnologiche 
 
Pier Luigi Tedeschi 
Tel. 0323 401563
Cell. 340 8022710
pierluigi.tedeschi@poloformativovco.it

Titolo: Il Fondo Sociale Europeo a sostegno delle misure per fronteggiare la crisi in Piemonte

Data: 04/11/2009



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Il seminario è finalizzato a mettere in luce il ruolo del Fondo Sociale Europeo quale strumento finanziario in grado di attenuare l'impatto della crisi economica sull'occupazione. A partire dalle specificità che caratterizzano l'attuale congiuntura negativa in Piemonte, rappresentanti delle istituzioni comunitarie, nazionali, regionali e locali si confronteranno tra loro e con gli esponenti delle Parti sociali sul processo di attuazione dell'Accordo Stato/Regioni del 12 febbraio 2009 contenente gli impegni reciprocamente assunti per la realizzazione di un Programma a sostegno delle competenze e del reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi.
Un'attenzione particolare sarà riservata all'illustrazione del modello di intervento e ai percorsi di politica attiva del lavoro che la Regione Piemonte ha condiviso con il partenariato istituzionale e socioeconomico per aiutare i cittadini in difficoltà e sostenere l'investimento in capitale umano quale leva strategica irrinunciabile per il riposizionamento in chiave competitiva del sistema delle imprese piemontesi.

Invito e programma

Titolo: Nuovi Corsi IFTS 2009/2010

Data: 25/09/2009



Commento
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Corsi di Istruzione e Formazione Tecnico Superiore
Sono aperte le pre-iscrizioni a nuovi corsi che verranno attivati secondo il seguente calendario:

Tecnico Superiore per lo Sviluppo Software
novembre 2009


Tecnico Superiore per l'analisi Energetica di Processi Produttivi
febbraio 2010


Tecnico Superiore per lo Sviluppo Energetico del Territorio
febbraio 2010



Informazioni e contatti:


Prof. Daniele Fuselli
Direttore Polo Formativo del VCO

Tel. 0323 401563
Cell. 333 8163924
daniele.fuselli@poloformativovco.it


Pier Luigi Tedeschi
Tecnico per le infrastrutture Tecnologiche

Tel. 0323 401563
Cell. 340 8022710
pierluigi.tedeschi@poloformativovco.it

 

Titolo: Progetto giapponese per centrale fotovoltaica nello spazio

Data: 17/09/2009



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Il progetto prevede una centrale da 1.000 MW da realizzare in 30 anni. Ma un primo impianto dimostrativo da 10 MW dovrebbe entrare in servizio entro il 2015

Le multinazionali giapponesi Mitsubishi Electric Corp. e IHI Corporation hanno annunciato un ambizioso progetto per realizzare una centrale fotovoltaica nello spazio da 1.000 MW.
Il progetto, con un investimento stimato in 21 miliardi di dollari, prevede di montare circa 4 kmq di pannelli in posizione geostazionaria, a 36.000 km sopra la superficie terrestre.

La generazione elettrica nello spazio presenta vantaggi importanti: la radiazione solare è infatti maggiore e costante 24 ore su 24, per cui la produzione è di circa 10 volte superiore a quella ottenibile sulla Terra. Inoltre anche l’usura dei componenti è minore. Per questo motivo diverse grandi compagnie hanno preso in considerazione la possibilità di realizzare centrali spaziali. Ad esempio, un progetto della potenza di 200 MW è stato annunciato lo scorso aprile da due società statunitensi. Gli aspetti problematici sono di tipo tecnologico e, soprattutto, economico.

Quello avviato dalle due multinazionali giapponesi ha una linea temporale di sviluppo fissata in tre decenni. La prima tappa, cruciale per lo sviluppo successivo del progetto, è fissata per il 2015 quando la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) dovrebbe mettere in orbita un impianto dimostrativo della potenza di 10 MW, attraverso il quale dovrà essere testato il sistema di trasmissione a terra (tramite fasci di microonde radio) dell’energia solare prodotta nello spazio.

(settembre 2009)

Titolo: Geoingegneria: l’opzione di riserva contro i cambiamenti climatici

Data: 16/09/2009



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Se l’attuale impegno per ridurre il Global Warming non darà i risultati attesi, l’unica alternativa è il ricorso alle tecniche di geoingegneria. Di cui però, rileva uno studio della Royal Society, non conosciamo né l’efficacia e i costi, né il potenziale impatto ambientale

L’impegno per contrastare i cambiamenti climatici si sta lentamente, ma progressivamente allargando a tutto il mondo. Lo strumento principe individuato finora è nella riduzione della concentrazione di gas serra (e principalmente di CO2) nell’atmosfera e tutti si augurano che il prossimo vertice di dicembre sul clima, a Copenhagen, sia determinante per accrescere l’impegno globale in tal senso. Ma ci sono opzioni alternative? Cosa accadrà se non si riuscirà in un ragionevole lasso di tempo a ridurre adeguatamente le emissioni di CO2 attraverso le politiche e le misure di mitigazione?

L’unica altra opzione possibile, secondo lo studio “Geoengineering the climate: science, governance and uncertainty” condotto dalla Royal Society britannica, sarebbe il ricorso alla geoingegneria.

Molte sono le tecniche di geoingegneria che sono state studiate o ipotizzate sia per ridurre la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, sia per ridurre il riscaldamento del pianeta.
Alcune sembrano fantascientifiche, ma sono ritenute tecnicamente realizzabili: ad esempio la dispersione di particolari aerosol nella stratosfera o la messa in orbita di specchi per riflettere verso lo spazio parte della radiazione solare, la “fertilizzazione” degli oceani per accrescerne la capacità di assorbimento della CO2, l’assorbimento della CO2 direttamente dall’atmosfera e molte altre.

In problema è che tali tecniche non sono mai state sperimentate e, quindi, non si hanno conoscenze adeguate sulla loro efficacia, sui costi (in ogni caso cospicui) e sull’impatto ambientale.

Lo studio della Royal Society, coordinato dal prof. John Stepherd dell’Università di Southampton, mette appunto in guardia sul fatto che se non riusciremo a contrastare con gli attuali strumenti i cambiamenti climatici, e dovremo ricorrere alle tecniche di geoingegneria, i rischi per l’ecosistema e per le persone sarebbero rilevanti, imprevisti e potenzialmente catastrofici. Soprattutto per quanto concerne eventuali azioni mirate a ridurre gli effetti della radiazione solare.

Con tutto ciò, avverte la Royal Society, poiché la geoingegneria è al momento l’unica opzione di riserva ipotizzabile, se si intende mantenere la possibilità di adottare un “piano B” è necessario fin da ora avviare ricerche mirate sulle possibilità di sviluppo di queste tecniche e sui rischi che esse comportano. Anche se, ovviamente, è consigliabile incrementare gli sforzi per ridurre alla fonte le emissioni di CO2, sviluppando le fonti di energia rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica e, insomma, un modello di sviluppo ambientalmente compatibile

(settembre 2009)

Titolo: Nuovo bando per l’innovazione delle piccole e medie imprese

Data: 04/08/2009



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70 milioni per l’innovazione, la sostenibilità ambientale e la sicurezza

Le piccole e medie imprese piemontesi potranno concorrere ad un bando della Regione che mette a disposizione 70 milioni di euro per predisporre progetti di consulenze ed assistenza gestionale ed effettuare investimenti per l’innovazione, la sostenibilità ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro come l’acquisto di nuovi macchinari, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche.

La misura, cofinanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del programma operativo 2007/2013, costituisce un’importante forma di sostegno all’accesso a risorse nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica. Le agevolazioni, fino alla copertura del 100% dei costi ammissibili, sono composte per metà da fondi regionali a tasso zero (con un limite massimo di 500.000 euro) e per l’altra metà da fondi bancari erogati alle condizioni previste da apposite convenzioni stipulate dagli istituti con Finpiemonte S.p.A. Qualora l’innovazione del processo produttivo comportasse anche un miglioramento delle prestazioni nei settori dell’ambiente, della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’efficienza energetica, è prevista un’ulteriore agevolazione che copre fino al 100% dei costi ammissibili, cosi ripartita: 70% di fondi regionali a tasso zero (con un limite massimo di 600.000 euro) e 30% di fondi bancari.

“Questa misura - ha commentato l’assessore all’Industria, Andrea Bairati, durante la presentazione tenutasi il 31 luglio - dimostra che il rilancio economico e l’innovazione non possono prescindere da una nuova visione sostenibile nei processi produttivi. Anche questo passo rientra nel nostro ‘green new deal’ per arginare la crisi che ha investito così pesantemente il tessuto produttivo piemontese”.

Il finanziamento agevolato verrà erogato in un’unica soluzione dalla banca prescelta dal richiedente e convenzionata con Finpiemonte S.p.A e verrà rimborsato in cinque anni, di cui uno di preammortamento, in rate trimestrali posticipate.

Per tutte le informazioni consultare

www.regione.piemonte.it/industria/index.htm

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